Che cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore?

 

Come datore di lavoro ho l’obbligo di:

1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il lavoro per cui la assumo;

2. predisporre il documento di valutazione dei rischi (DVR) o in alternativa l’autocertificazione;

3. nominare un responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP); posso ricoprire io stesso questo ruolo purché possieda un attestato di formazione rilasciato ai sensi dell’art.34 del D.Lgs. 81/08;

4. attenermi alla normativa del D.Lgs. 81/08 e smi che varia da caso a caso (es.mettere estintori, dare indumenti protettivi, nominare squadre di emergenza, ecc.)


Che cosa succede se non lo faccio?

In caso di ispezioni da parte degli organi di polizia giudiziaria preposti, se non sono stati presi i provvedimenti di cui ai punti dell’elenco precedente, è redatto un verbale e viene data notizia di reato in Procura della Repubblica. Ciascuna mancanza è punita con l’arresto da 4 a 8 mesi o con l’ammenda da € 5.000 a € 15.000; tuttavia è ammesso il ricorso al ravvedimento operoso che estingue il reato.

Quindi:

1. se non valuto tutti i rischi, rischio l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da € 5.000 a € 15.000

2. se non faccio il DVR o l’autocertificazione rischio l’arresto da 4 a 8 mesi l’ammenda da € 5.000 a € 15.000

3. se non nomino un RSPP rischio l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da € 5.000 a € 15.000

4. se non mi attengo alla altre norme del D.Lgs. 81/08, a seconda dei casi posso incappare in sanzioni di semplice natura amministrativa oppure in sanzioni penali che prevedono anche l’arresto.


Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se ho già dipendenti e collaboratori, ma non avevo mai fatto niente?


Come datore di lavoro ho l’obbligo di:

1. valutare i rischi a cui sono soggette le persona

2. predisporre il documento di valutazione dei rischi (DVR) o in alternativa l’autocertificazione

3. nominare un responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP); posso ricoprire io stesso questo ruolo purché possieda un attestato di formazione rilasciato ai sensi dell’art.10 del D.Lgs. 626/94 oppure ai sensi dell’art.34 del D.Lgs. 81/08, comunque con riferimento al D.M. 16 gennaio 1997

4. attenermi alla normativa del D.Lgs. 81/08 che varia da caso a caso (es. mettere estintori, dare indumenti protettivi, nominare squadre di emergenza, ecc.)


Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se ho già dipendenti e collaboratori, e sono in regola rispetto alla 626/94?


Come datore di lavoro ho l’obbligo di:

1. aggiornare la valutazione dei rischi a cui sono soggette le persone;

2. aggiornare il documento di valutazione dei rischi (DVR) o, in alternativa, predisporre l’autocertificazione;

3. verificare di aver nominato un responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP);

4. attenermi alle nuove disposizioni del D.Lgs. 81/08;


Se non ho dipendenti, ma solo collaboratori o soci sono obbligato a fare qualcosa?

Sì, tutto. In quanto anche collaboratori a progetto, occasionali, coordinati e continuativi, lavoratori autonomi, soci lavoratori, anche di cooperative e società di capitali, ecc. sono considerati lavoratori e quindi occorre che il datore di lavoro effettui la valutazione dei rischi, predisponga il DVR, nomini un RSPP, ecc.


Quale soggetto non deve fare niente per la sicurezza sul lavoro?

Chi lavora esclusivamente per conto suo, senza nessun aiuto, né di famigliari, né di stagisti, tirocinanti o volontari, non è tenuto a fare la valutazione dei rischi, di conseguenza nemmeno l’autocertificazione; non deve neppure nominare un RSPP. Tuttavia, nel caso lavori presso terzi come professionista è tenuto a partecipare alla redazione e predisposizione del DUVRI, il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza. Nel caso di prestazioni professionali presso enti pubblici, egli è anche tenuto ad indicare i costi sostenuti per la sicurezza sul lavoro, che non potranno mai essere pari a zero, pena la perdita della fornitura!


Chi può fare l’autocertificazione?

Tutti i datori di lavoro che occupano fino a 10 addetti appartenenti ai seguenti gruppi: soci lavoratori, dipendenti subordinati (quelli part-time contano per una frazione proporzionale alle ore svolte in una settimana), interinali e lavoratori a domicilio. Non devono essere conteggiati i collaboratori a progetto, i coadiuvanti, i lavoratori “autonomi”, gli stagisti e i praticanti: tuttavia costoro devono essere tutelati adottando tutte le altre norme del D.Lgs. 81/08


Fino a quando si può fare l'autocertificazione?

L’autocertificazione potrà essere redatta fino a 18 mesi dopo l'emanazione del decreto interministeriale di riordino della materia sicurezza sul lavoro; pertanto la data ultima dipenderà dalla data di pubblicazione del decreto, che secondo il T.U. dovrà essere emanato entro la fine del 2010;


Una volta che ho fatto l'autocertificazione sono a posto?

No, in quanto l’autocertificazione vale solo fino a 18 mesi dopo l'emanazione del decreto interministeriale di riordino della materia sicurezza sul lavoro e comunque non oltre il 30 giugno 2012. Entro tale data dovrò predisporre il DVR vero e proprio!

 

Cos’è il DVR?

E’ il documento, redatto a conclusione della valutazione dei rischi; deve avere data certa e contenere:


a. una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;

b. l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a);

c. il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

d. l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;

e. l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;

f. l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

g. Il contenuto del documento deve anche rispettare altre indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi specifici (es. rischi da agenti fisici, chimici, biologici, ecc.)


Il DVR deve essere fatto dal datore di lavoro in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), il medico competente (ove necessario) e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).


Chi è il RSPP?


E’ il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali, che provvede:


a. all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;

b. ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive, e i sistemi di controllo di tali misure;

c. ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;

d. a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;

e. a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica;

f. a fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi e sulle misure preventive protettive.


Il RSPP può essere un dipendente, un consulente esterno o il datore di lavoro stesso; deve essere esclusivamente un dipendente in alcuni casi specifici, tra cui:

a. nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;

b. nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;

c. nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;

d. nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.


Chi può essere nominato RSPP?

Può essere nominato il datore di lavoro a seguito di un corso di 16 ore e relativa attestazione, un dipendente a seguito di un corso di circa 68 ore (dipende dalla tipologia di attività), oppure un soggetto esterno che possiede i titoli adeguati.

L’attestato ha durata quinquennale e sono previsti aggiornamenti periodici.


Quanto dura la nomina del RSPP?

La nomina non ha scadenza; tuttavia l’RSPP ha l’obbligo di aggiornamento delle proprie competenze ogni 5 anni.


Se non viene nominato l’RSPP cosa succede?

In caso di mancata nomina, il datore di lavoro è punito con l’arresto da 4 a 8 mesi di reclusione o con l’ammenda da 5.000 € a 15.000 €


Quali sono i soggetti esterni che possono ricoprire il ruolo di RSPP?

Per lo svolgimento della funzione di RSPP, è necessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore nonché possedere un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. I corsi di cui sopra devono rispettare in ogni caso quanto previsto dall’accordo sancito il 21 dicembre 2011 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta ufficiale


Chi è il Medico Competente?

Il medico competente è il professionista (potrebbe anche essere un dipendente) nominato dal datore di lavoro per collaborare con lui e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai fini della programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro. Inoltre il medico competente programma ed effettua la sorveglianza sanitaria attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati;


E’ obbligatorio avere il medico competente?

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria solo nei casi previsti dalla legge, ovvero quando in presenza di lavoratori vi siano rischi che li espongano a valori o tempi superiori a quelli stabiliti per legge. Es.


a. quando il lavoratore svolge più di 20 ore settimanali al computer è soggetto a rischio video-terminalisti e necessita di sorveglianza sanitaria;

b. quando il lavoratore opera in un cantiere temporaneo o mobile;

c. quando il lavoratore utilizza sostanze o preparati chimici, che abbiano determinato un rischio non moderato (secondo le norme tecniche di riferimento);

d. ecc.


Se non viene nominato il medico competente cosa succede?

In caso di mancata nomina, il datore di lavoro è punito con l’arresto da 3 a 6 mesi di reclusione o con l’ammenda da 3.000 € a 10.000 €


Come si fa a nominare il medico competente?

Si contatta un medico specializzato in medicina del lavoro e si verifica la sua disponibilità e gli si richiede di inviare la documentazione per la presa dell’incarico quale medico competente.


Quanto dura la nomina del medico competente?

In genere la nomina ha validità annuale, ma va verificata con il singolo medico competente.


Quale frequenza hanno le visite di sorveglianza sanitaria?

Le visite possono avere una cadenza annuale, biennale o quinquennale, a seconda del tipo di rischio e a seconda del soggetto; in ogni caso è il medico a stabilire la periodicità.


Cosa fa l’RLS?

Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

a. accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;

b. è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;

c. è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;

d. è consultato in merito all’organizzazione della formazione;

e. riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

f. riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

g. riceve una formazione adeguata;

h. promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

i. formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti , dalle quali è, di norma, sentito;

j. partecipa alla riunione periodica;

k. fa proposte in merito alla attività di prevenzione;

l. avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

m. può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

 

Chi può essere nominato RLS?

Non può essere nominato nessuno, in quanto tecnicamente non è una nomina; bensì si tratta di un’elezione tra i dipendenti iscritti a libro paga. Il dipendente eletto dovrà frequentare un corso di formazione di 32 ore, a meno che non l’abbia già frequentato.

 

Quanto dura la nomina del RLS?

La nomina è annuale, ed è previsto un aggiornamento formativo della durata variabile a seconda della tipologia di azienda.


Cosa comporta non seguire i corsi di aggiornamento?

Comporta la nullità della nomina, in quanto l’incaricato non risponderebbe più ai requisiti di competenza e formazione richiesti per legge al fine di ricoprire la carica.

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